Don Giuseppe Arcieri (Cammarata, 15 febbraio 1933 - 12 gennaio 2008)


Biografia a cura di Nino Margagliotta e Mimmo Marino

Don Giuseppe Arcieri nasce a Cammarata il 15 febbraio 1933, da Salvatore Arcieri ed Angelina Di Grigoli; è il sesto di nove figli. Riceve il battesimo lo stesso del giorno della nascita.
Nel 1939, a sei anni, riceve la prima comunione; ha gli orecchioni e il padre lo porta avvolto in una coperta in Madrice; sembrano i primi segni della futura vita a servizio della chiesa contraddistinta da una salute precaria.
Terminate le elementari nell’anno 1943, non riesce ad entrare in Seminario a causa dell’emergenza bellica causata dallo sbarco degli Anglo-Americani in Sicilia. Vi entra insieme al cugino don Mario Albanese e Nicola Tuzzolino, nell’ottobre del 1945.
Don Giuseppe e Don Mario sono figli di due sorelle, hanno trascorso a Cammarata quasi in simbiosi la fanciullezza e vivranno insieme il periodo degli studi in Seminario e tutte le tappe che li condurranno al sacerdozio .
Il 5 maggio 1957 riceve il suddiaconato insieme a don Mario Albanese. Nella stessa celebrazione mons. Lucio Li Gregni riceve l’ordinazione sacerdotale. 
È ordinato sacerdote (insieme al cugino Mario) il 31 maggio 1958 nella basilica dell’Immacolata ad Agrigento dal Vescovo coadiutore Francesco Fasola, essendo Arcivescovo titolare mons. Giovanni Battista Peruzzo. 
Il giorno successivo (domenica) i due novelli sacerdoti fanno l’entrata solenne in Cammarata accolti alla “Scalilla” dalle Autorità e dai fedeli. Celebrano due sante messe in contemporanea sull’altare maggiore della Madrice, grazie ad un particolare indulto del papa Pio XII (allora - prima del Concilio - non era possibile concelebrare). 
Il testo del “ricordino” è profetico della sua missione sacerdotale:
«Dio solo per fine
Gesù per modello
Maria per aiuto
Me stesso in sacrificio»
Trascorre i primi anni di sacerdozio occupando l’ufficio di vice-rettore del Seminario Minore di Favara. In questi anni viene mandato da Mons. Peruzzo a Ponte di Legno (provincia di Brescia) ed in Svizzera (dove svolge una missione) a motivo della salute cagionevole.
Nel 1967 diviene parroco della chiesa della B.M.V. Mediatrice di tutte le Grazie a Favara, nel quartiere “Luna”, una periferia in continua espansione, nelle vicinanze del Seminario, dove svolge il suo apostolato per 21 anni.
Negli anni ’70 fa parte del gruppo di sacerdoti impegnati in prima linea nella diocesi di Agrigento per il rinnovamento della chiesa e l’attuazione del Concilio Vaticano II, che faceva riferimento alla redazione del giornale “Scelta”. Vi ha collaborato con la sua solita originalità e sensibilità per i problemi pastorali e con una grande fiducia che una chiesa rinnovata potesse meglio rispondere alle vere esigenza dell’uomo e della storia.
Si prodiga con sacrifici e spirito combattivo per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.
Portata a termine la costruzione della chiesa, si ritira a Cammarata, dal 1° luglio 1980 come cappellano delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice e poi, dal 1° agosto dello stesso anno, come vice parroco con diritto di successione di Santa Domenica (Badia), essendo parroco don Giuseppe Zingarello. 
In questo periodo collabora con don Mario Albanese nella direzione dell’Oratorio; cura la preparazione e lo svolgimento di diverse edizioni della “Via crucis vivente”, si occupa dell’organizzazione e della regia di operette musicali.
In questo periodo, sino alla nomina a Parroco, lavora come “magazziniere” presso l’Istituto Professionale “Archimede” di Cammarata.
Il 31 maggio 1983 festeggia, alla presenza del Vescovo Mons. Luigi Bommarito, il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale insieme a don Mario Albanese.
Il 1° marzo 1987 è nominato parroco della parrocchia di Santa Domenica, a cui dedicherà tutte le sue energie di uomo, sacerdote e pastore. 
Negli anni ‘90, ogni anno a Natale, prepara negli spazi vicini alla chiesa e nei giardini dalla famiglia Longo artistici presepi, antesignani degli attuali presepi meccanici o viventi. Realizza con le sue mani sia i personaggi che le suggestive ambientazioni, i primi anni con l’aiuto dei giovani della parrocchia, in seguito con il fedele parrocchiano Calogero Piro. Partecipa a numerosi concorsi, ottenendo premi e riconoscimenti.
Nel 1993 si eseguono alla Badia i lavori di manutenzione straordinaria dei modesti locali annessi alla chiesa, mentre nel 2000 si realizzano i lavori per la ristrutturazione ed il restauro delle coperture che si concludono con il ripristino delle forme originarie della facciata.
Nel 2003 gli viene proposto il trasferimento alla parrocchia di S. Maria di Gesù, visto che i Frati Minori hanno mostrato l’intenzione di lasciare la Parrocchia. Resiste alle pressioni del Vescovo sia perché le sue condizioni di salute gli appaiono un ostacolo per il nuovo incarico, sia per non causare una possibile soppressione della parrocchia di Santa Domenica.
Il 18 gennaio 2004 organizza le celebrazioni per il centenario dell’arrivo della statua di Maria Ausiliatrice nella chiesa di Santa Domenica (18 gennaio 1904) e l’inizio di questa devozione a Cammarata e San Giovanni Gemini. Le celebrazioni si aprono il 18 gennaio e si concludono il 24 maggio.
Dal 28 al 30 novembre 2004 affronta con trepidazione la Visita Pastorale. Nelle conclusioni che l’arcivescovo consegna al Consiglio pastorale ed ai rappresentanti degli organismi operanti in Parrocchia, Mons. Carmelo Ferraro chiude la Visita elogiando la maniera con cui il Parroco ama la sua comunità e il modo con cui la comunità ama il suo Parroco.
Il 6 gennaio 2007, festa dell’Epifania del Signore, benedice ed inaugura i locali restaurati dell’Oratorio “Gesù e Maria” nel palazzo Trajna, dove si avvia l’Oratorio parrocchiale. 
Nel 2007, concludendo una controversia che durava più di cento anni, ottiene la restituzione alla Parrocchia dei locali appartenenti al Monastero delle Benedettine, dove in parte era insediato il Municipio. Gli spazi sono restaurati con i fondi della Parrocchia, grazie ai risparmi e alla sagace amministrazione economica per tanti anni indirizzata a questo evento. 
I locali sono inaugurati il 16 settembre 2007 alla presenza dell’arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro; è nel desiderio del parroco che siano a servizio della parrocchia e di tutta la comunità ecclesiale di Cammarata. 
La partecipazione a questo evento, che è il compimento di un sogno, coincide anche con la sua ultima presenza fisica in Parrocchia.
Il 12 gennaio 2008 muore nella sua casa in Cammarata, dopo lunga e sofferta malattia, vissuta rimettendosi costantemente alla volontà di Dio.